Gatti sui libri - Gatto nero, Gatta bianca

Il titolo che vi propongo oggi è firmato da Silvia Borando che di gatti ne ha disegnati tanti. Ma Gatto Nero, Gatta Bianca è un'opera che occupa un posto speciale nel mio cuore, forse perché è stato uno dei primi a tema "gatto" che mia figlia ha apprezzato, ad appena 2 anni.

La storia è estremamente semplice, i disegni si alternano in giochi di bianco/nero, luce/buio e il finale è sorprendente, di quelli che rendevano la mia piccola impaziente di arrivarci per poi ridere di gusto. Gatto Nero e Gatta Bianca si incontrano sul confine delle loro diversità e imparano a conoscersi e a scoprire la parte di mondo che l'altro/a mostra e che è cromatica ma anche percettiva, ambientale, sensoriale, una parte che a ciascuno di loro era rimasta negata, fino a quel momento. Gli opposti finiscono per attrarsi e, alla fine, può venirne fuori un colore inedito, un'alba luminosa.
Il tema portante del libro è il valore dell'incontro delle diversità ed è un incoraggiamento ad esplorare il nuovo, magari tenendo per mano qualcuno che ci aiuti a scoprirlo ed interpretarlo.

Al di là dell'ispirazione pedagogica, non si può dire che questo sia un libro che investiga chissà quali caratteristiche etologiche dei gatti come altri testi riferiti in Gatti sui libri; anzi, potremmo dire che - come molti altri - usa i gatti in quanto pretesto narrativo per parlare all'immaginario dei bambini. La cosa che piace a me, però, è come lo fa: il suo merito è quello di valorizzare il gatto come animale capace di evocare un immaginario legato agli elementi della natura anziché ad artefatti umani. Gatto nero e Gatta bianca, nella loro curiosità felina di esplorare il mondo, entrano in contatto con fiori, farfalle, insetti, stelle, con il buio della notte e la chiarezza del giorno, col popolo del cielo e con quella della terra. Il gatto disegnato dalla Borando è reale, nel senso che popola la realtà e si muove nella concretezza del mondo con tutti i suoi sensi. Nel farlo, Gatto Nero e Gatta Bianca prendono idealmente per mano il bambino esortandolo a scoprire e a meravigliarsi, ad amare la luce ma anche il buio.

Qui il gatto diventa una specie di Virgilio, invita ad esplorare la realtà in modo aperto e fiducioso, e non si limita ad essere la versione camuffata, antropomorfa d'un bambino che vive in un mondo umanizzato e che spesso viene proposta, senza troppa profondità, nei prodotti per l'infanzia.

Gatto Nero e Gatta Bianca può ispirare anche innumerevoli laboratori nei nidi, alla scoperta di quei materiali naturali la cui manipolazione, oltre a stimolare i sensi dei gatti che vivono il mondo reale, possono rappresentare esperienze costruttive di spessore anche per i bambini.

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