Gatti sui libri - Mr. Ubik!

Oggi vi presento un capolavoro, un libro che mi è piaciuto talmente tanto che vorrei riuscire a darvi conto di quanto sia bello, senza però rivelarvi troppe cose, in modo che ve lo possiate godere come ho fatto io. Si tratta di Mr. Ubik! di David Wiesner, edito da Orecchio Acerbo e pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2014 col titolo originario di "Mr. Wuffles!".

E' il primo picture book di Gatti sui libri, una tipologia in cui il racconto è affidato alle immagini anziché alle parole, che in questo caso sono pure presenti ma in maniera secondaria. La vera forza narrativa è quella delle immagini che a tratti ricordano un silent, a tratti un fumetto. Qui potete trovare una recensione tecnica.

"Mr. Ubik!" ci porta in casa di un bel gattone bianco e nero, annoiato da una porta serrata e una pletora di giocattoli per gatti che giaciono sul pavimento. Tra questi si confonde una piccola navicella spaziale all'interno della quale un gruppo di alieni cerca di tornare a casa. Ma deve fare i conti con la curiosità e lo spirito di osservazione di Mr. Ubik che li ha individuati e li vuole predare! Sarà solo grazie alla solidarietà di un gruppo di formiche e di coccinelle che vivono in una tana ricavata dal fondo di un mobile che gli ospiti riusciranno a salvare la pelle e guadagnare una fuga rocambolesca.

La prima sensazione che mi ha dato quest'opera è di riuscire a cogliere la perspicacia dei gatti e quella loro incredibile capacità di notare i dettagli del loro ambiente. Questo elemento non si coglie solo perché Mr. Ubik, da buon predatore, riesce ad intercettare la presenza dei piccoli alieni, malgrado la loro statura. Viene sottolineato attraverso la contrapposizione della figura degli umani di casa, che appaiono non solo disattenti ma addirittura distanti dal mondo percepito da Ubik. La sconnessione dal vissuto reale del loro gatto viene resa attraverso la quantità di giocattoli che gli forniscono - molti hanno ancora l'etichetta del negozio - e che lui nemmeno guarda mentre ci passa accanto. Ma Mr. Ubik non li ignora per disinteresse verso il mondo ma perché non sono all'altezza del suo sguardo acuto.

Quante volte entriamo nei negozi di articoli per animali e, davanti alle tante offerte di giocattoli per gatti, finiamo per pensare "mha... ci giocherà mai?", memori di quanti giochi sono stati ignorati. Perché lo facciamo? Perché i gatti ci insegnano presto la lezione di Mr. Ubik, ovvero che ritengono dozzinali le proposte artificiali che il mercato propina, mentre nutrono dentro di loro una fame di complessità e di sfide che solo il mondo reale può offrire. Non a caso, gli alleati dei piccoli alieni durante la fuga saranno altri esseri viventi, un esercito di formiche e di coccinelle, vessate in passato da Mr. Ubik, che raccontano ai nuovi ospiti le loro disavventure con il temibile predatore, trattato alla stregua di un animale mitologico. Così scopriamo che Mr. Ubik le ha predate ripetutamente in passato e che loro hanno imparato a solidarizzare per difendersi. Dunque, Mr. Ubik ama predare ma non ama i giocattoli.

Quando gli umani che vivono con Mr. Ubik si accorgono della sua posta davanti alla tana, gli chiedono in tono quasi commiserevole "Cosa c'è di tanto interessante, Ubik?". Ma, ancora una volta, il loro contributo scompare, è evanescente, ininfluente, incapace di allinearsi con le percezioni infinitesimali del gatto. Non capiscono, Ubik, perché nemmeno lo sanno immaginare.

Alieni, formiche e coccinelle stabiliscono un piano di fuga ingegnoso per evitare gli assalti di Ubik che, alla fine, verrà fermato da una finestra semi-chiusa, oltre la quale i piccoli ospiti indesiderati guadagneranno la libertà. A questo punto, le pagine per me più amare di questa storia strana: Mr. Ubik scende dalla finestra e la sua umana lo intercetta mostrandogli l'ennesimo, insulso giocattolo a forma (ironia) di razzo mentre gli dice "Ehi, Ubik, lancialo!". Nell'immagine successiva, Mr. Ubik si sta allontanando dall'umana voltandole la schiena mentre lei esclama "oh, Ubik!", mentre il razzo giace per terra, ignorato. Penultima scena: Ubik è acquattato di nuovo davanti all'ingresso della tana, in attesa. Spaccacuore.

I gatti hanno bisogno di vivere. Ma di vivere una dimensione in grado di andare incontro ai loro bisogni che non sono solo legati al riempirsi la pancia, dormire al caldo e stare bene in salute. I gatti, come tutti noi, hanno bisogno di esistere e, alcuni più di altri, sentono il richiamo disperato di confrontarsi con la complessità del mondo e delle sue situazioni. "Mr. Ubik!" è un libro che ce lo ricorda con un sapore dolce-amaro perché la storia è deliziosa, illustrata divinamente e raccontata ad arte ma quando lo chiudete vi rimane addosso questa sensazione di incompiuto nella vita di Ubik, questa enorme malinconia di saperlo di nuovo lì, davanti a quella tana, consapevoli (noi) che quell'attimo di brivido procuratogli da una caccia autentica, è già passato e lui resterà lì ad attendere invano, mentre i suoi umani, incapaci di vedere il mondo con la profondità di cui è capace lui, continueranno a comprargli inutili giocattoli che puntualmente snobberà.

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